Embolizzazione per Malformazioni Artero Venose.
Che cos'è e come funziona

Questa è una guida completa sull'embolizzazione per le malformazioni arterovenose (MAV). Questo articolo è pensato per fornire ai pazienti e ai loro cari una chiara comprensione di questa procedura, dei suoi obiettivi e delle possibili implicazioni. Cercheremo di spiegare in termini semplici e comprensibili come l'embolizzazione può essere utilizzata per gestire le MAV, quali sono i materiali utilizzati e cosa aspettarsi durante e dopo l'intervento.

Che cosa è?

Definizione

E' una tecnica di radiologia interventistica utilizzata per bloccare selettivamente il flusso di sangue in un vaso sanguigno anomalo o in una lesione. Questa procedura, spesso eseguita attraverso un catetere, permette di occludere vasi sanguigni specifici. Il termine deriva dal concetto di creare un embolo, ovvero un blocco, all'interno del vaso. E' una procedura terapeutica che trova applicazione in diversi distretti del corpo, a seconda della specifica condizione clinica.

Tipi di embolizzazione

Esistono diversi tipi, ciascuno adattato alla specifica condizione che si intende trattare. Ad esempio, nei fibromi uterini è una procedura utilizzata per ridurre le dimensioni dei fibromi nell'utero, alleviando i sintomi associati. L'embolizzazione vascolare può essere impiegata per trattare malformazioni vascolari o per bloccare il flusso sanguigno verso un tumore. La scelta del tipo dipende dalla localizzazione e dalla natura della lesione, nonché dalle condizioni generali del paziente. Il tipo di metodica influenzerà il materiale embolizzante utilizzato.

I Materiali che si usano

Si utilizzano diversi materiali embolizzanti per bloccare il flusso sanguigno. Tra questi, i più comuni sono:

  • Spirali metalliche, ideali per occludere vasi sanguigni di dimensioni maggiori.
  • Piccole sfere, più adatte per vasi sanguigni più piccoli.
  • Colle acriliche. Vengono iniettate per occludere completamente il lume del vaso.
  • Materiali embolici liquidi. Sono quelli di ultima generazione. Funzionano come una specie di gomma che si adatta al vaso e poi solidifica.
embolizzazione particelle
embolizzazione spirali e plug
embolizzazione colla
embolizzazione agenti embolici liquidi

La scelta del materiale embolizzante dipende dalle caratteristiche del vaso sanguigno da occludere e dalla specifica tecnica utilizzata. Il mezzo di contrasto è fondamentale per visualizzare i vasi durante l’angiografia.

Procedura di embolizzazione endovascolare

La tecnica endovascolare di solito inizia con una puntura nell'inguine per accedere all'arteria femorale. Sotto guida radiologica, un catetere viene inserito e guidato fino al vaso sanguigno da trattare. Attraverso il catetere, viene iniettato un mezzo di contrasto per visualizzare l'anatomia vascolare e confermare la posizione del catetere. Successivamente, il materiale embolizzante viene rilasciato per bloccare il flusso sanguigno. La procedura viene monitorata in tempo reale attraverso l’angiografia. Solitamente si esegue con sedazione e anestesia locale. A volte però è necessaria l'anestesia generale.

EMBOLIZZAZIONE: POTREBBE AIUTARTI?

Chiedimelo

Embolizzazione per malformazioni vascolari (MAV e altre)

Quando è indicata per una MAV?

E' una tecnica di radiologia interventistica che si rivela utile in casi selezionati nel trattamento delle malformazioni vascolari (MAV) quando queste causano sintomi significativi o presentano un alto rischio di sanguinamento. Una MAV è una connessione anomala tra un'arteria e una vena, che può portare a emorragie o a un aumento della pressione sanguigna nei vasi circostanti. Questo intervento può essere indicato quando la MAV è in una posizione difficile da raggiungere chirurgicamente, quando il paziente non è un buon candidato per un intervento chirurgico aperto, o quando la MAV causa sanguinamenti ricorrenti. La decisione di eseguirla viene presa dopo un'attenta valutazione clinica e radiologica.

Nota bene: da quando abbiamo ideato e sviluppato la MEST (Elettroscleroterapia modificata), il suo ruolo per le MAV cervico-facciali è molto limitato.

Indicazioni cliniche e casi d'uso

Le indicazioni cliniche sono diverse e dipendono dalla localizzazione e dalla gravità della malformazione. In caso di MAV cerebrali, può essere utilizzata per ridurre il rischio di emorragia intracranica. Nel trattamento delle MAV polmonari, può prevenire l'ipossiemia causata dal passaggio di sangue non ossigenato direttamente dalle arterie alle vene. Le MAV gastrointestinali che causano sanguinamenti cronici o acuti possono essere trattate efficacemente per bloccare il flusso sanguigno anomalo. 

La radiologia interventistica offre quindi un approccio terapeutico mirato per diverse condizioni cliniche, riducendo i rischi associati all'intervento chirurgico tradizionale. E' una procedura efficace in questi casi selezionati

Nelle MAV di testa e collo l'embolizzazione ha un ruolo importante nella "palliazione", cioè nella gestione acuta di MAV che non sono più guaribili. Oppure viene usata come preparazione all'intervento chirurgico per ridurre i rischi di sanguinamento intraoperatori.

QUALE E' LA SOLUZIONE MIGLIORE NEL TUO CASO?

Chiedimelo

Ruolo della radiologia interventistica

La radiologia interventistica svolge un ruolo importante nella gestione delle MAV, poiché permette di eseguire la procedura in modo mirato. Utilizzando un catetere guidato attraverso un'arteria, il radiologo interventista può raggiungere la MAV e rilasciare il materiale embolizzante direttamente nel vaso sanguigno anomalo. Questo approccio riduce il rischio di danneggiare i tessuti circostanti e accelera il tempo di recupero del paziente. Il radiologo interventista utilizza il mezzo di contrasto per visualizzare l’anatomia e quindi iniettare il materiale embolizzante.

Viene descritta come una metodica mini-invasiva.
Questo è vero solo in parte. Esiste la possibilità che l'accesso dall'arteria abbia complicanze anche permanenti sui vasi e sui nervi. Inoltre utilizza l'emissione di radiazioni. Per una procedura singola questo in genere non è un problema, ma se ripetuta nel tempo, il problema può esserci.

Complicanze 

Non è esente da potenziali complicanze. Sebbene sia dichiarata una tecnica mininvasiva, esiste il rischio di reazioni avverse al mezzo di contrasto utilizzato durante l’angiografia. Altre complicanze possono includere sanguinamento o emorragia nel sito di puntura dell’arteria femorale nell’inguine, infezione, o lo spostamento del materiale embolizzante verso altre aree del vaso sanguigno. In rari casi, possono verificarsi danni ai tessuti circostanti a causa dell'occlusione non intenzionale di altri vasi sanguigni.

Questo può provocare la necrosi, cioè la morte di questi tessuti, con perdite di sostanza anche grandi che necessitano di correzione chirurgica. È fondamentale che il paziente sia attentamente monitorato durante e dopo l’intervento per individuare tempestivamente eventuali segni di complicanza e intervenire prontamente.
Nonostante tutte le accortezze, alcune complicanze non si possono prevenire.

Gestione delle complicanze

La gestione delle complicanze post-procedura richiede un approccio tempestivo e mirato. In caso di sanguinamento o emorragia nel sito di puntura, può essere necessario applicare pressione locale o, in rari casi, ricorrere a un intervento chirurgico per riparare il vaso sanguigno. Le infezioni vengono trattate con antibiotici, mentre lo spostamento del materiale embolizzante può richiedere ulteriori procedure di radiologia interventistica per rimuovere o riposizionare il materiale. 

Le necrosi dei tessuti possono richiedere interventi chirurgici riparativi e lasciare cicatrici anche grandi. Le reazioni allergiche al mezzo di contrasto possono essere gestite con farmaci antistaminici o corticosteroidi. La gestione delle complicanze deve essere personalizzata in base alla specifica condizione del paziente e alla natura della complicanza. 

Confronto con la chirurgia tradizionale

Rispetto alla chirurgia tradizionale, offre diversi vantaggi, tra cui un approccio più contenuto, tempi di recupero più rapidi e una minore incidenza di complicanze. Tuttavia, è importante notare che, a differenza della chirurgia, nella maggior parte dei casi non può guarire definitivamente una malformazione vascolare (MAV), ma può solo migliorare temporaneamente i sintomi o ridurre il rischio di sanguinamenti. 

La chirurgia, d'altra parte, può consentire l’asportazione totale della lesione, ma è un intervento più invasivo con tempi di recupero più lunghi. La scelta tra embolizzazione e chirurgia dipende dalla localizzazione, dalle dimensioni e dalla complessità della MAV, nonché dalle condizioni generali del paziente. L'embolizzazione è una tecnica terapeutica palliativa.

Risultati

Miglioramenti temporanei vs. guarigione

embolizzazione o chirurgia

Si distingue spesso per la sua capacità di offrire miglioramenti temporanei piuttosto che una guarigione definitiva, soprattutto nel caso delle malformazioni artero venose. A differenza di un intervento chirurgico che mira all'asportazione totale della lesione, si concentra sul bloccare il flusso sanguigno anomalo all'interno del vaso sanguigno interessato. 

Questo approccio terapeutico può ridurre significativamente il rischio di sanguinamento ed emorragia, alleviando i sintomi associati alla malformazione arteriosa. Tuttavia, è importante comprendere che la malformazione potrebbe ripresentarsi nel tempo, richiedendo ulteriori interventi. La scelta del materiale embolizzante e la precisione nell'eseguire la procedura sono cruciali per massimizzare i benefici e prolungare gli effetti.

Testimonianze e casi clinici

Numerose testimonianze e casi clinici supportano l'efficacia di questa tecnica come trattamento per diverse condizioni. Pazienti affetti da sanguinamenti gastrointestinali ricorrenti hanno sperimentato un significativo sollievo dopo l'embolizzazione, che ha permesso di bloccare il vaso sanguigno responsabile dell'emorragia. In ambito ginecologico, ha offerto un'alternativa mininvasiva all'isterectomia nei fibromi uterini , riducendo le dimensioni dei fibromi e alleviando i sintomi come il dolore pelvico e il sanguinamento eccessivo. 

Nell'ambito delle Malformazioni Artero Venose cervico facciali il suo ruolo è marginale. Le chances di guarire una MAV con la sola embolizzazione sono pressoché nulle. Tuttavia è utile in preparazione all'intervento chirurgico per ridurre il rischio di emorragia intraoperatoria. E' anche importante per controllare sanguinamenti acuti.

Perché scegliere l'embolizzazione per curare una MAV è un errore

Nelle malformazioni artero‑venose (MAV), pur essendo utile per ridurre il flusso emodinamico e come trattamento complementare, molto raramente è risolutiva: spesso lascia residui del nidus che possono ricanalizzare e determinare recidive, spesso più aggressive della malattia originaria, perciò non va considerata una cura definitiva nella maggior parte dei casi. Al contrario, la chirurgia rimane il trattamento con maggiore potenziale di guarigione quando è possibile l’asportazione completa della lesione, perché rimuovendo tutto il tessuto malformato elimina il rischio di ricomparsa. 

Nei pazienti in cui l’intervento chirurgico sarebbe troppo invasivo o rischioso per la sede o le dimensioni della MAV, oggi esiste l’alternativa della MEST (elettroscleroterapia modificata), una tecnica mininvasiva che combina principi di scleroterapia con approcci elettrochirurgici per indurre obliterazione più efficace delle componenti vascolari, offrendo un’opzione terapeutica valida quando la resezione radicale non è praticabile.

PUOI MANDARMI LE IMMAGINI DEI TUOI ESAMI PER UNA VALUTAZIONE

Quando l'embolizzazione toglie ossigeno alla MAV

E'  una procedura che chiude, in modo mirato, alcuni vasi sanguigni che alimentano una lesione. Questo riduce subito il flusso di sangue e provoca una diminuzione dell'ossigeno nella zona interessata.

La mancanza di ossigeno fa scattare processi biologici che possono aumentare la produzione di sostanze che favoriscono infiammazione e formazione di nuovi vasi sanguigni. Questi vasi nuovi sono spesso fragili e più permeabili rispetto a quelli normali e, in alcuni casi, possono creare collegamenti anomali tra arterie e vene o rafforzare quelli già presenti.

embolizzazione e ischemia

Alcuni dispositivi o materiali usati per embolizzare possono essere riassorbiti dall'organismo oppure possono causare una infiammazione cronica. Entrambe le cose possono permettere al sangue di trovare nuovi percorsi o di riaprire i vasi chiusi (ricanalizzazione).

Per questi motivi, raramente risolve definitivamente malformazioni artero-venose (MAV) e la lesione può persistere o addirittura peggiorare nel tempo. Il medico valuterà rischi e benefici e spiegherà le possibilità di successo e le alternative prima dell'intervento.

Conclusioni finali

In conclusione, rappresenta un'opzione terapeutica preziosa per la gestione di diverse condizioni mediche, dalle malformazioni vascolari al varicocele e ai fibromi uterini. Grazie alla radiologia interventistica, è possibile eseguire la procedura con precisione, utilizzando il mezzo di contrasto per visualizzare i vasi sanguigni e iniettare il materiale embolizzante. 

Sebbene raramente porti alla guarigione definitiva, offre un miglioramento dei sintomi e riduce il rischio di complicanze come il sanguinamento. La scelta tra l'embolizzazione e un intervento chirurgico dipende dalle caratteristiche specifiche del paziente e della lesione, nonché dalla valutazione dei rischi e dei benefici di ciascun approccio.
E' fondamentale però tenere presente che le possibilità che l'embolizzazione guarisca una MAV sono minime o nulle.

FAQ: Domande frequenti

1. Che cos’è l’embolizzazione?

E' una procedura di radiologia interventistica che serve a bloccare in modo selettivo il flusso di sangue in un vaso sanguigno anomalo, come quelli che alimentano una malformazione artero‑venosa (MAV).

2. Come si svolge, in pratica, un’embolizzazione?

Di solito si entra dall’arteria femorale all’inguine con un piccolo catetere, che viene guidato sotto controllo radiologico fino ai vasi da trattare; tramite il catetere si iniettano mezzo di contrasto per vedere bene l’anatomia e poi i materiali che chiudono i vasi.

3. Quali materiali si usano per chiudere i vasi sanguigni?

Si possono usare spirali metalliche, piccole sfere, colle acriliche o materiali embolici liquidi di ultima generazione, che si adattano al vaso e poi si solidificano.

4. Quando è indicata per una MAV?

È indicata quando la MAV causa sintomi importanti, sanguinamenti, o è in una sede difficile da operare direttamente, per esempio in alcuni distretti cerebrali, polmonari o gastrointestinali, oppure in casi selezionati di testa e collo.

5. Può guarire definitivamente una MAV?

Nella maggior parte dei casi no: offre miglioramenti temporanei dei sintomi e riduce il rischio di sanguinamento, ma raramente porta a una guarigione definitiva della MAV, che può ricanalizzarsi nel tempo.

6. Qual è il suo ruolo nelle MAV di testa e collo?

Nelle MAV cervico‑facciali ha soprattutto un ruolo palliativo: è utile per controllare sanguinamenti acuti e per ridurre il flusso di sangue prima di un intervento chirurgico, ma difficilmente è risolutiva da sola.

7. Che differenza c’è tra embolizzazione e chirurgia?

La chirurgia, quando è possibile rimuovere completamente la lesione, ha maggiori possibilità di guarigione definitiva, ma è più invasiva; l’embolizzazione è meno invasiva, ha recupero più rapido, ma è per lo più un trattamento complementare o palliativo.

8. Che cos’è la MEST e come si collega all’embolizzazione?

La MEST (Elettroscleroterapia modificata) è una tecnica mininvasiva che combina scleroterapia ed elettrochirurgia per trattare le MAV; da quando è disponibile, il ruolo dell’embolizzazione nelle MAV cervico‑facciali si è molto ridotto.

9. Quali sono i rischi e le possibili complicanze?

Tra le complicanze possibili ci sono reazioni al mezzo di contrasto, sanguinamento o ematoma all’inguine, infezione, spostamento del materiale embolizzante, occlusione involontaria di vasi sani con danni ai tessuti fino alla necrosi e alla perdita di sostanza.

10. E' è davvero una procedura “mini‑invasiva”?

È considerata mini‑invasiva perché evita un intervento chirurgico aperto, ma non è priva di rischi: l’accesso arterioso può dare complicanze anche permanenti e la procedura utilizza radiazioni, che se ripetute spesso possono diventare un problema.

11. Perché l’embolizzazione a volte può peggiorare la situazione di una MAV?

Chiudendo alcuni vasi si crea ischemia (mancanza di ossigeno) nella lesione, che può stimolare infiammazione e formazione di nuovi vasi fragili e anomali; inoltre alcuni materiali possono essere riassorbiti o indurre ricanalizzazione, con persistenza o variazione della MAV.

12. Come si gestiscono le complicanze?

Il paziente viene monitorato attentamente; a seconda del problema possono servire pressione locale, farmaci, antibiotici, nuove procedure endovascolari o interventi chirurgici ricostruttivi in caso di necrosi o perdite di sostanza.

13. In quali casi scegliere l’embolizzazione può essere considerato un errore terapeutico?

Quando viene proposta come “cura definitiva” di una MAV, specialmente cervico‑facciale, senza considerare chirurgia o MEST, si rischia di sottovalutare il fatto che l’embolizzazione da sola quasi mai guarisce e può rendere più complessa una successiva chirurgia.

14. Come capire se nel mio caso è una buona opzione?

È necessaria una valutazione specialistica con imaging dettagliato per analizzare sede, dimensioni e caratteristiche della MAV; solo così si possono confrontare embolizzazione, chirurgia, MEST e altre opzioni, e discutere rischi e benefici reali.

Chi Sono

Prof. Giacomo Colletti

giacomo colletti

Il prof Giacomo Colletti è un chirurgo maxillo‑facciale e professore universitario con interesse clinico e scientifico specifico per angiomi e malformazioni vascolari del distretto testa‑collo. Da decenni si occupa della diagnosi e del trattamento di emangiomi infantili, malformazioni venose, linfatiche e artero‑venose, con particolare attenzione alle lesioni complesse del volto e delle vie respiratorie superiori.

Ha una delle più vaste casistiche al mondo nel trattamento delle malformazioni vascolari e riceve e tratta ogni settimana pazienti da tutto il mondo. Ha aiutato a curare pazienti da:
USA, Canada, Messico, Cile, Perù, Argentina, Colombia, Australia, Nuova Zelanda, Germania, Francia, Spagna, Inghilterra, Lettonia, Lituania, Slovenia, Croazia, Serbia, Kosovo, Macedonia del nord, Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Libano, Marocco, Tunisia, Algeria

Oltre all’attività clinica, Giacomo Colletti è autore di numerosi articoli scientifici e capitoli di libro sulle anomalie vascolari.
Molte di queste pubblicazioni sono disponibili su PubMed, il sito di riferimento per i lavori scientifici internazionali.
Puoi cliccare qui per leggere la lista dei lavori in ordine cronologico sul sito dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Viene invitato con elevata frequenza a presentare le sue tecniche a convegni internazionali di riferimento.
Svolge la propria attività in centri di riferimento multidisciplinari, dove collabora con dermatologi, radiologi interventisti, anestesisti e altri specialisti per offrire ai pazienti un percorso personalizzato, basato sulle più recenti linee guida internazionali e sulle tecniche mini‑invasive più moderne (laser, scleroterapia, elettroscleroterapia, procedure ibride chirurgiche‑interventistiche).

Ha ideato ed introdotto per primo al mondo tecniche innovative mini invasive come l'uso del plasma a radiofrequenze per trattare le Malformazioni Venose e Linfatiche o la MEST (Modified ElectroScleroTherapy) per il trattamento delle MAV.

Nei centri di Lione e Poznan effettua il trattamento dei casi complessi e visita anche negli Stati Uniti, a New York.

Giacomo Colletti è docente di Chirurgia Cranio-Maxillo-Facciale a uniMORE, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Qui puoi trovare la sua pagina Docente presso l'Università: UNI-FIND Giacomo Colletti

Qui lo puoi trovare su Linkedin

Qui lo trovi sul sito di VBF-The Vascular Birthmarks Foundation, la più importante organizzazione no-profit al mondo per le malformazioni vascolari

L’obiettivo di angioma.eu è mettere a disposizione di pazienti e famiglie informazioni chiare, aggiornate e affidabili su angiomi e malformazioni vascolari, facilitare l’accesso a un inquadramento specialistico corretto e accompagnare ogni persona nelle scelte terapeutiche in modo consapevole.